Casa in legno, i miti da sfatare

Nel precedente post ho descritto brevemente le principali tipologie costruttive che caratterizzano la casa in legno.

In questo cercherò di fare un po’ di chiarezza sulle sue caratteristiche generali, sfatando alcuni comuni miti che ne hanno limitato la diffusione:


1. Il rischio d’ incendio.

Il legno, è vero, viene comunemente utilizzato per ardere in stufe e camini, eppure se ben progettato può garantire prestazioni antincendio superiori all’ acciaio e al cemento armato, ma come è possibile?

La risposta è semplice, seppur poco intuitiva: il legno infatti a differenza del mattone, dell’ acciaio e del cemento, brucia, ma molto lentamente, permettendo ai soccorsi di intervenire per tempo e soprattutto mantenendo la sua forma strutturale intatta per diverse ore.

Una casa in acciaio e cemento armato invece sebbene non infiammabile, raggiunta la temperatura di 500°, può collassare su se stessa rappresentando un rischio maggiore delle stesse fiamme. Ciò è dovuto alle caratteristiche strutturali del metallo, che vengono meno ad alte temperature già dopo pochi minuti, mentre il legno, carbonizzandosi nel suo primo strato esterno (che ne protegge il durame interno) mantiene intatte le sue caratteristiche strutturali anche per 2 ore con temperature di 1000°.


2. Caratteristiche antisismiche.

Il 45% del territorio italiano è ad elevato rischio sismico e il 60% delle case sono state costruite prima del ’74, ovvero del tutto prive di criteri costruttivi antisismici. Presso l’Istituto EuCentre dell’ Università di Pavia, sono stati eseguiti dei test indoor su un edificio di 4 piani, realizzato interamente in legno e sottoposto ai maggiori sismi verificatisi nella storia. Ebbene l’ edificio non ha subito alcun danno strutturale.

Questo fa della casa in legno un luogo sicuro dove ripararsi, e non una massa pericolante dalla quale fuggire.

Per chi ha dimestichezza con la fisica, ciò è in parte dovuto alle nuove tecnologie del legno (x-lam e lamellare su tutte), che ne fanno un materiale resistentissimo, e parte è dovuto alla seconda legge della dinamica: Forza = Massa x Accelerazione. A parità di accelerazione infatti (i moti del sisma), un edificio leggero, con minore massa (costruito in legno) subirà minori sollecitazioni (le forze in gioco) e sarà quindi meno soggetto a danneggiamento strutturale. Per questo motivo è anche indicato realizzare sopraelevazioni e ristrutturazioni con tipologie costruttive in legno.


3. La durabilità.

Anche la longevità di una casa prefabbricata in legno può dare adito a dubbi. Esistono invece famose pagode giapponesi che svettano imperiose, nella loro magnificenza da oltre mille anni. Come se non bastasse, uno studio dell’ Università di Lipsia conferma che con una attenta manutenzione, le

case in legno raggiungono quantomeno la stessa durata di quelle in muratura, ovvero conservano le loro caratteristiche per diversi secoli.

A lato la pagoda di Horyu-ji a Nara, in Giappone, del 607 d.C.


4. Personalizzazione ed estetica.

Se si pensa che costruire in legno significhi scegliere in un catalogo i vari “tagli” prestabiliti dal produttore, si è in errore. Il 90% degli edifici in legno in Italia infatti è realizzato su progetto architettonico individuale, a dimostrazione non solo del fatto che non si compra a scatola chiusa un “oggetto in serie”, ma che lo si può rendere adatto ai propri gusti e ai propri canoni estetici. Una casa in legno infine, grazie alla grande varietà di rivestimenti ed accortezze estetiche, è del pressoché indistinguibile da un edificio tradizionale, oltre che altamente performante dal punto di vista energetico ed impiantistico.

Se siete curiosi di conoscere le tipologie costruttive che riguardano l’edilizia del legno, leggete il precedente articolo del blog QUI

Danilo Rinaldi

Architetto professionista e pittore dilettante.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *