Bonus ristrutturazioni al 50%

Bonus ristrutturazioni al 50%: c’è tempo fino al 31 Dicembre 2019!

Il “Bonus ristrutturazioni”, anche detto “agevolazione fiscale” sugli interventi di ristrutturazione edilizia, è disciplinato dal DPR 917/86 e consiste nella detrazione dall’Irpef del 36% in dieci rate annuali.

Tuttavia, fino al 31/12/2019, è possibile detrarre una spesa maggiore, equivalente al 50% delle spese sostenute, sia per immobili residenziali privati, sia per interventi su parti comuni (vedi condomini).

Visto che la scadenza è imminente, ne approfitto per pubblicare una mini-guida che sintetizza quella ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, della quale riporto il link a fondo pagina.

bonus ristrutturazioni 2019
Progetto di ristrutturazione d’interni

Quali tipologie d’intervento rientrano nel bonus?

Bisogna innanzitutto fare una prima distinzione in base all’oggetto dell’intervento edilizio, ovvero:

  • 1. Singole unità abitative
  • 2. Parti condominiali

Per le singole unità abitative infatti (case private, appartamenti, ville unifamiliari, etc.), al contrario delle parti comuni dei condomini, non è possibile portare in detrazione le spese sostenute per interventi di “manutenzione ordinaria”.

Questi sono gli interventi che riguardano le finiture degli edifici, come verniciature di pareti e soffitti, rifacimento di intonaci, impermeabilizzazioni di terrazzi e tetti e via dicendo.

E’ possibile invece accedere al bonus ristrutturazioni per le restanti tipologie d’intervento:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

In linea di massima, ci si riferisce a quegli interventi, anche strutturali volti al miglioramento dell’edificio.

Ecco alcuni esempi rientranti nelle suddette tipologie d’intervento:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne
  • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
  • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

Sono inoltre consentiti ulteriori interventi necessari alla:

  • ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi;
  • realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi;
  • adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • conseguimento del risparmio energetico;
  • cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • bonifica dell’amianto;
  • adozione di misure antisismiche (con detrazione fino all’85% e fino al 31 dicembre 2021).

Sono detraibili altre spese oltre a quelle di realizzazione dell’intervento?

La risposta è SI.

Sono detraibili:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Cosa fare per accedere alle detrazioni?

È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Va inoltre inoltrata con raccomandata A.R. una comunicazione all’azienda sanitaria locale e all’ENEA (per i soli interventi soggetti all’obbligo di comunicazione) attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it.

Bonus ristrutturazioni: cosa ricordare

Riporto alcuni dettagli da ricordare per non incorrere in errori:

  • La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).
  • Fino al 31 dicembre 2019 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
  • Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino: causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986); codice fiscale del beneficiario della detrazione; codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Per approfondire ulteriormente l’argomento, vi rimando alla guida dell’Agenzia delle Entrate, scaricabile in pdf.

Danilo Rinaldi

Architetto professionista e pittore dilettante.

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