Architettura a Berlino: due icone del Novecento

Unite d’Habitation, Berlino

Berlino, due icone dell’architettura del Novecento: Einsteinturm di Mendelsohn e l’ Unite d’Habitation di Le Corbusier.

Architettura a Berlino del XX secolo, due sono le icone che ho avuto modo di visitare di persona e vorrei condividere alcune opinioni.

Normalmente non tratto reportage fotografici da “turisti per caso” (più indicati per Facebook e Instagram), ma questa volta farò un’eccezione per condividere alcune curiosità e pareri personalissimi riguardanti queste due opere iconiche del secolo passato.


1. Einsteinturm, Potsdam (1918-1924).

Potsdam, Mendelssohn
Prospetto frontale della torre

L’opera del grande architetto tedesco Erich Mendelshon (1887-1953) l’ho trovata ahimè deludente. Forse sopravvalutata dai libri di architettura, forse impossibile da apprezzare appieno con gli occhi del nuovo secolo o forse non valorizzata a dovere, ma non è come la idealizzavo dai libri di storia dell’architettura.

Vista laterale d’ingresso.

Trascurata nella manutenzione, difficile da raggiungere (ovvero nella città di Potsdam, distante circa 40km da Berlino, ma comunque meritevole solo essa di essere visitata per il suo centro vivo e ricco di vita e di monumenti in stile neoclassico), non visitabile internamente se non in rari periodi dell’ anno. Insomma sconsigliata anche agli addetti, figuriamoci ai turisti.

C’è da dire tuttavia che risente molto dello stato di manutenzione insufficiente della sua facciata, lasciato alla mercè degli agenti atmosferici per diversi anni a quanto pare.

Chi si occupa della sua valorizzazione e gestione inoltre non è assolutamente attento al potenziale turista, al quale non viene concesso neanche un tabellone tradotto in inglese, ma solamente dei cartelli che ne indicano il raggiungimento a piedi all’interno del campus astronomico nel quale risiede.

Un vero peccato, e dire che è visitabile gratuitamente (almeno esternamente). Piccola curiosità che riguarda la torre: essa non è realizzata in cemento armato ma in muratura e laterizio, con inserti in cemento, subì negli anni anche diverse infiltrazioni e il presentarsi di crepe, tanto da dover essere ricoperta da uno strato protettivo di colore bianco, oggi sostituito dall’originario colore ocra.


2. L’ Unite d’Habitation, Berlino (1957)

Unitè LeCorbusier
L’Unitè d’Habitation di Berlino, copia dell’Unitè di Marsiglia, LeCorbusier.

Decisamente una sorpresa, l’opera del grande architetto svizzero Le Corbusier, copia dell’originale di Marsiglia, si presenta in ottimo stato conservativo.

E’ visitabile negli spazi comuni e per nostra fortuna siamo stati invitati da un perfetto sconosciuto a visitare il suo appartamento (e meno male che i tedeschi sono freddi, grazie mr. Hans) di circa 25mq.

Corridoio interno

A detta del gentile inquilino il suo appartamento è poco vivibile per via del caldo in estate (ha una grande vetrata non schermata esposta a est), i corridoi comuni (strasse = strade) sembrano quelli di una prigione (come dargli torto), ha i soffitti bassi (circa 2,40m), il bagno è piccolissimo e cieco… ma in fondo, di che ci lamentiamo Hans, viviamo dentro un museo razionalista?

Proprio come un museo l’opera reca importanti eventi tematici nel foyer del piano pilotis ed è praticamente intoccabile nel suo aspetto esteriore, per permettere a noi, a distanza di 60 anni dalla sua realizzazione, di apprezzarne il carattere vibrante e la vivacità cromatica dell’epoca.

Unitè d'Habitation, appartamento monolocale
Unitè d’Habitation, appartamento monolocale

Tschuss Berlin!

Danilo Rinaldi

Danilo Rinaldi

Architetto professionista e pittore dilettante.

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